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La mia idea sul Working Capital Camp di Catania

Dopo qualche giorno di meditazione ho maturato la mia impressione sul Working Capital Camp della Telecom realizzato a Catania lo scorso 29 Aprile.
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Essendo stato il mio primo barcamp non ho modo di poter verificare la qualità dell’organizzazione, anche se l’impressione è stata più che buona.

Passiamo al progetto Working Capital Camp: a mio avviso è una iniziativa molto interessante da parte di Telecom che sicuramente, come qualcuno ha detto durante la tavola rotonda pensando di aver scoperto chissà che cosa, ha i suoi interessi per farlo. Ma questo penso che sia piuttosto ovvio.

E’ interessante, invece, il fatto che ci si muova per “diffondere” interesse e conoscenza per il web e i nuovi strumenti innovativi, motivando le persone a portare avanti le prioprie idee. Ma questa attività, come hanno risposto Bernabè, Amministratore Delegato Telecom,  e Gianluca Dettori  di Dpixel, non può coinvolgere solo la Telecom ma dovrebbe interessare proprio noi stessi (potenziali creatori di nuovi business) e quindi si dovrebbe partecipare a prescindere del perché Telecom ha deciso di promuovere questa iniziativa.

Purtroppo ho percepito un po’ di provincialismo, soprattutto durante la tavola rotonda, e questo mi è dispiaciuto, ma spero che sia un punto di partenza per lo meno.

Ultimo appunto: sarebbe stato più interessante se si fosse dato più spazio ad attività pratiche ed a casi di studio a discapito di presentazioni ed interventi un po’ scontati da parte delle istituzioni.

Chiuderei questo post con una domanda, che poi è stata la stessa che mi sono posto io alla fine: un evento del genere potrebbe avere un resa migliore se ci fosse più Cultura (anche web)? Si (rispondo io). Allora perché prima di criticare le iniziative non pensiamo ad accrescere le nostre conoscenze in modo concreto? Purtroppo c’è moltissimo da fare ancora, soprattutto in Sicilia, ma mi auguro che siamo così intelligenti da ammetterlo.