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Above the fold: è crollato un mito

Crolla il mito del sopra la piega sul web – the myth of the page fold.the-page-fold

Da sempre è stata sostenuta l’importanza di visualizzare maggior contenuto possibile, o il più importante, sopra la piega della pagina (above the fold), ovvero l’area di una pagina web visibile senza doverla scorrere ; questo perché l’utente non è  abituato a scorrere la pagina, pertanto con buone probabilità il contenuto “sotto la piega” rischierebbe di non essere visualizzato.

Con piacere (personale) questo mito viene sfatato: un test effettuato da CX Partners ha dimostrato quanto questo, oggi, non sia vero. Attraverso l’uso di sistemi di eye tracker è stato possibile verificare come le barre laterali fossero usate dagli utente per esplorare l’intero contenuto delle pagine.

Uno dei paragrafi dell’articolo mi ha colpito particolarmente:  il minor contenuto nella parte superiore può incoraggiare l’esplorazione della parte inferiore la piega della pagina.
In effetti è un indizio molto interessante, il giusto contenuto nella parte superiore di una pagina potrebbe essere una premessa che crei aspettativa all’utente che sarà incuriosito a scorrere la pagina fino alla fine e, se saremo stati bravi, magari raggiungiamo un gran numero di conversioni! ;)

Le opportunità che vedo nel risultato di questo test è la possibilità, adesso che abbiamo i dati alla mano, di poter organizzare il contenuto di un sito nel modo più “comodo” possibile, dando il giusto peso agli “spazi bianchi”, piuttosto che preoccuparsi di visualizzare più contenuto possibile in 400 – 500 pixel circa.

Chiudo l’articolo con una domanda che mi sono posto appena ho finito di leggere i dati della ricerca:
quanto, secondo voi, l’aumento esponenziale negli ultimi anni dei blog ha potuto influenzare il comportamento degli utenti?

  1. Secondo me non è solo l'aumento della presenza dei blog, ma anche dei social network. Chi non scorre tutta la home page di twitter/facebook/friendfeed appena accede? giusto per farsi un'idea delle discussioni appena svegli, prima di andare a letto, e in qualsiasi altro momento della giornata. Lo stesso avviene per i risultati: con la universal search lo spazio above the fold è diminuito, ma non è detto che io voglia utilizzare una mappa o vedere un video. Magari prima mi faccio un'idea di quali sono gli altri risultati, oppure li apro tutti su più tab, per poter passare alla seconda pagina di risultati e farmi un'idea più chiara di quante opportunità di risultato ho.
    Un'ultima considerazione, che forse è più una pippa mentale (ma ci stanno anche quelle no?). Mi sono "scoperta" a scorrere più spesso la pagina da quando uso il trackpad del mac, è un gesto praticamente automatico, e molto più comodo rispetto alla rotella del mouse.

  2. Assolutamente d'accordo con te. L'avvento dei social hanno abituato gli utenti a scorrere le pagine; anche se noi siamo utenti "esperti" (io almeno per numero di ore online). :)
    L'analisi curiosa da fare è sugli utenti che non usano FriendFeed, Twitter & co. abitualmente: come si reagiscono loro davanti ad una pagina il cui layout è orizzontale? La ricerca è piuttosto chiara, ma non ti è mai capitato di sentire clienti o utenti che si lamentano delle lunghe pagine?

    A prescindere da questo, lato marketing, trovo questo dato importantissimo per l'ottimizzazione delle pagine (Layout, Architettura, Call to action)

      • A me invece è successo, ma lo spunto del cliente nasceva, secondo me, da un suo comportamento di navigazione: in quanto a lui non piace scorrere le pagine pensa, forse, di fare un favore agli utenti che navigano il suo sito :)

        Si è vero, la risposta corretta è sempre "l'equilibrio". In effetti non credo che un layout troppo lungo possa andare sempre bene…

  3. In tempi non sospetti scrivevo:
    "I blog sono l'esempio palese che il lettore oggi è disposto a scendere anche oltre il fondo visibile dello schermo"

    Ne sono sempre stata convinta, la struttura verticale dei blog ha abituato i lettori a scrollare, anche in pagine lunghissime. Una predisposizione trasferita poi ad altri contesti web.

    Quando ho letto i risultati della ricerca di CX Partners ho un po' sorriso pensando ad un altra delle mie convinzioni: il cattivo uso dei risultati degli eye tracking test. C'è chi li ha usati come fossero linee guida, come fossero regole di progettazione.
    "Se lo sguardo del lettore si concentra a sinistra allora i contenuti vanno messi là. Se guarda sopra la piega, allora tutto deve stare sopra."

    A mio parere, ciò che si doveva tirar fuori dai risultati dei test era il contrario.
    "Se si guarda di più a sinistra, bisogna trovare un modo per utilizzare lo spazio destro. Se la gente non scorre, bisogna trovare il modo di invogliarla."

    La lettura web è in evoluzione continua e il modo di leggere sullo schermo si adatta all'architettura delle pagine, si abitua (è mia convinzione che il Google Local Search aumenterà lo scrolling anche nelle serp).

    Quando sai che il blog scorre in basso, tu sei disposto a scrollare anche per pagine lunghissime. Lo stesso vale per Facebook, o altri social, che verticalizzano senza troppi problemi.
    Al contrario, se in basso non trovi mai nulla di buono, non hai motivi per guardarci.

    Quando si costruisce una pagina web penso che si debba tener conto di tutto lo spazio possibile, organizzandolo in modo che i contenuti siano leggibili, i link ben visibili, etc etc, dando all'occhio i punti di riferimento per scendere e risalire senza perdersi.
    Il "sopra la piega" vale quando voglio dare al lettore un numero limitato di informazioni ed è bene che le veda subito.
    Per il resto, bisogna iniziare a costruire pagine che si facciano guardare ovunque, anche in quell'angolino in basso a destra così poco utilizzato.

    Nei risultati degli eye tracking test ci ho sempre visto una sfida, un incentivo a migliorare e modificare la struttura in base ai contenuti da offrire, trovando il modo di far guardare tutta la pagina.
    Come in ogni caso si tratta di trovare il giusto equilibrio tra lunghezza e contenuti da inserire, ma senza regole fisse e limiti invalicabili.
    :D

  4. Bella risposta @dplastino. :)

    Il tuo discorso è validissimo, ma in termini "generici" il comportamento dell'utente deve essere preso in considerazione. L'eye tracking test è uno strumento e ti fornisce dei dati, non ti dice la verità. Dovrai essere tu ad interpretarla, anche attraverso l'analytics. Mi sembra un errore valutare solo i test di eye tracking.

    Nella ricerca specifica credo che il dato è evidente e ci da la conferma che se il layout è verticale, a condizione del buon contenuto (mi sembra una condizione importante) l'utente scorre la pagina senza problemi. Questa informazione, quasi a prescindere, è sempre stata stato rifiutata: "l'utente non usa lo scrolling". Questa ricerca dimostra che non è vero.

    Nell'articolo si parla anche dell'importanza del contenuto. ;)

  5. Sono contento che qualche studio avvalli ciò, è da un pò di tempo che su alcuni siti che gestisco ho notato che il contenuto pubblicitario più vicino al contenuto primario è meglio recepito, anche se non
    Above the fold, sicuramente però ci vuole contenuto utile che spinga a fare scrolling ^^

    P.S. seguirò via feed questo blog, ho già intravisto molti articoli interessanti ^^

  6. Sono d'accordo con te Filippo: ci sono diversi modi per fare in modo che l'utente scorra la pagina, ed il contenuto è sempre il mezzo. Scriverò un altro post su questo.

    Aggiungo un'altra cosa: assodato lo scrolling, le pagine vengono lette?

    P.S. grazie per il feed! ;)

  7. Se tutto il contenuto è interessante e ben scritto le pagine, anche lunghe, vengono lette interamente.
    Ne è la prova il fatto che mi sia letto tutto l'articolo e i commenti :-)
    Logicamente però funziona solo se è tutto a tema con quello che l'utente vuole sapere…